La Deloitte consulting che deve rimborsare 440mila dollari al governo australiano per aver consegnato una ricerca zeppa di errori fatta con ChatGPT. Il giornalista che lascia un testo scritto da ChatGPT alla fine di un articolo di cronaca pubblicato da un giornale cartaceo. La pubblicità di un aperitivo nel quale la modella afferra la bottiglia in modo impossibile per una mano umana.
Sono soltanto gli ultimi 3 esempi di un uso distorto dell’AI nel mondo della comunicazione. E tutti e tre i responsabili dovrebbero lasciare il proprio lavoro. Non solo perché non hanno imparato come si usa – bene – l’AI, ma soprattutto perché hanno truffato rispettivamente un cliente, i lettori e i consumatori.
Ne avevamo già parlato in una precedente newsletter: chi usa l’AI nel proprio lavoro deve dirlo.
Secondo una ricerca di PRNewswire, più di un quarto dei comunicati stampa viene già oggi scritto dall’AI. Nulla di sbagliato ma, se non il giornalista che lo riceve, almeno il cliente che lo paga lo deve sapere.
La nostra testata di data journalism, Truenumbers.it, già ora indica alla fine di ogni articolo la percentuale del lavoro svolta dall’AI per scrivere quella notizia.