Ciò che gli economisti ci avevano detto a proposito degli effetti dei dazi di Trump non si è verificato. Il Pil Usa non ne ha sofferto, l’inflazione americana non è aumentata e l’Italia ha visto, nel 2025, aumentare l’export verso gli States.
La vera incertezza sui mercati non è causata principalmente da Trump, ma da Anthropic: ogni volta che comunica di aver immesso sul mercato una nuova funzionalità crollano le società attive in quel business.
Quando Anthropic ha annunciato Code Security tutte le società di cybersecurity sono precipitate; quando ha annunciato la possibilità di automatizzare il lavoro sul linguaggio Cobol (in uso ancora oggi da parte di banche e finanziarie) con Claude Code, IBM è sprofondata; quando ha annunciato che Claude Cowork può sostituire il lavoro degli analisti che si occupano della gestione dei dati finanziari delle imprese clienti, i grandi studi legali hanno barcollato pericolosamente. In pratica ogni comunicato stampa di Anthropic vale, in termini di distruzione di valore della borsa, come 10 annunci di dazi da parte del Presidente.
In questo scenario, che ovviamente ci aspettiamo si replichi anche in Italia, il ruolo della comunicazione è un asset critico per rispondere a quei comunicati stampa e, in particolare, è critico il personal branding dei vertici aziendali, infinitamente più compulsati dei profili aziendali. L’aspetto decisivo per rispondere alle grandinate dell’AI è la velocità: con bot che compiono decine di migliaia di operazioni al secondo sui mercati, gli uffici stampa sono troppo lenti per rappresentare un argine (o qualcosa del genere) al disastro finanziario.
Il ruolo dei consulenti di comunicazione è decisivo perché accorciano i tempi saltando le burocrazie interne ad ogni organizzazione, soprattutto quando si tratta di old economy.