Realizzare una comunicazione corporate convincente è faticosissimo.
Il motivo è semplice: distruggere è infinitamente più facile che costruire. Ed è più divertente scrivere intingendo il mouse nel pessimismo che nell’ottimismo.
LinkedIn, il social deputato alla comunicazione professionale di persone e imprese, sembra il Paese delle meraviglie con post tutti fantasmagorici, straordinari, pieni di “siamo orgogliosi di…”, “è con entusiasmo che…”.
Se ci si trascorre un po’ di tempo si ha la sensazione di essere Alice. Poi, quando si passa ad un altro social, per esempio X, o ad un sito di notizie, si ripiomba in quella che viene presentata la “realtà vera” fatta di insulti, offese, denigrazioni.
Il punto non è quale sia la “vera realtà”, ma piuttosto capire come costruire una reputazione su LinkedIn che non scada nel finto entusiasmo, che trasforma la “falsa allegria in un deserto di malinconia” (Matia Bazar).
È possibile mostrando i fatti e, nel nostro caso, i numeri, che della realtà sono una rappresentazione molto fedele. Sono i fatti che convincono e per farlo devono essere il più concreti e tangibili possibile.
È solo così che si può superare la necessità di scrivere “siamo onorati di condividere…”.