Solo sulla vecchia, cara carta stampata esiste ancora la possibilità di separare l’informazione dalla pubblicità.
Certo: dipende da quale carta stampata, da quale informazione e da quale pubblicità, ma la possibilità di separare i due mondi, che devono restare separati, è possibile solo lì.
Sull’online il confine sta per diventare inesistente perché le risposte delle piattaforme AI contengono un po’ di questa e un po’ di quella, confondendo il lettore (o consumatore?) per il quale, uso una parola grossa, è praticamente impossibile identificare qual è la verità.
Tutto ciò comporta conseguenze sociali devastanti, come si può immaginare.
Questa confusione avviene indipendentemente dalla volontà di chi fa informazione, mentre è voluta da parte di chi si occupa di pubblicità. Questo significa che per mantenere la necessaria e doverosa distanza tra i due mondi, occorre da parte di tutti gli operatori della comunicazione un surplus di cura e di responsabilità per il proprio ruolo all’interno dell’infosfera mediatica.
Ne va, prima ancora della qualità, della possibilità da parte di tutti di distinguere ciò che è vero da ciò che è vero-simile.