Oltre alla terza esclusione consecutiva dell’Italia, c’è qualcos’altro di incredibile nella vicenda dei playoff di qualificazione ai Mondiali: la disastrosa, per usare una circonlocuzione che meriterebbe altri vocaboli, comunicazione della Figc.
È un mistero come nessuno nella Federazione che sovrintende il gioco più popolare del Paese, che vale un giro d’affari di circa 5 miliardi, che ha 270 dipendenti, abbia immaginato un semplicissimo piano di comunicazione nel caso di sconfitta dell’Italia. Le infelici, per mantenere una doverosa eleganza, frasi del presidente Gravina dette in una conferenza stampa surreale, estemporanea, dilettantesca, sono il segno che nessuno si è posto la più banale delle domande: “Che cosa diciamo se perdiamo?” No. Niente. Zero. Senza una pianificazione tutto si è svolto in un clima di improvvisazione, quella sì, dilettantesca.
Come è possibile che nessuno lo abbia almeno consigliato sulla frase ad effetto da dire nel dopo partita sapendo che qualsiasi cosa avesse detto sarebbe diventata il titolo di apertura dei giornali del giorno dopo. Come è stato possibile?
Anni a studiare il modo migliore per affrontare le crisi di comunicazione non sono serviti assolutamente a nulla se la più importante organizzazione sportiva italiana “dove giocano i professionisti” si lascia prendere alla sprovvista da un evento prevedibile. Ma ancora più assurdo è che l’evidente assenza di un piano di comunicazione nel caso di sconfitta dimostra che nessuno in Figc abbia nemmeno pensato al piano A, cioè che cosa dire, come dirlo, quando dirlo nel caso in cui l’Italia fosse passata.
Ed è perfino ancora più deprimente che non ci sia stato un solo giornalista a sottolineare la precaria (ennesimo, eccetera…) gestione della comunicazione, segno che il meccanismo della cattura dell’oggetto della comunicazione verso chi dovrebbe esercitare il diritto-dovere di critica funziona più che mai.
Tutto questo è infinitamente deprimente. Se Gravina pensa davvero (e lo pensa davvero) che i dilettanti siano gli sportivi che praticano altri sport sbaglia: si volti di 180 gradi e guardi bene, di dilettanti ne vedrebbe in quantità. Sono quelli che si dovrebbero dimettere insieme a lui.